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Berlusconi non molla: “Non c’è alternativa”

“Il governo chiede che sia confermata la fiducia, per i rischi che corre il Paese”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è rivolto alla Camera in un’Aula semivuota per via delle defezioni annunciate alla vigilia delle opposizioni che non hanno voluto ascoltare il suo discorso. Dopo la bocciatura dell’articolo 1 del rendiconto dello Stato, Berlusconi ha affermato di non nascondere la gravità dell’incidente di martedì. È stata colpa della maggioranza e mi scuso. Il rendiconto generale dello Stato è un atto dovuto, costituzionalmente previsto”. Dunque, ha sostenuto ancora il premier, “parlare di sfiducia è improprio perché non è stato approvato il rendiconto. Sono consapevole che il governo è l’unico soggetto democraticamente abilitato a difendere gli interessi nazionali qui e ora dalle tensioni della crisi. Sul piano politico non c’è alternativa credibile a questo governo”.
Berlusconi ha in seguito elogiato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per il suo ruolo “di vigilanza impeccabile”.
“Quando un governo e il suo leader perdono la maggioranza, la parola deve tornare agli elettori”, ma le “opposizioni sono frastagliate e divise, anzi, sono addirittura sparite”, ha detto il premier in riferimento all’assenza dei gruppi di opposizione in Aula.

“Io sono qui con la mia maggioranza – ha aggiunto il premier – per testimoniare che l’Italia ce la fa e ce la farà. Batteremo la strategia del pessimismo. Raggiungeremo il pareggio bilancio entro il 2013, un obiettivo inimmaginabile. Il pareggio ci sarà, il nostro sistema del credito sarà protetto. Continueremo a lavorare per il bene dell’Italia, per le famiglie e per le imprese, anche se contro di noi è stata montata una campagna di inusitata violenza. Una campagna contro di me, contro il berlusconismo. Le elezioni anticipate e i governi tecnici non risolvono i problemi del Paese e non avrebbero la forza di un governo democraticamente eletto. Il nostro governo comunque andrà avanti senza farsi condizionare da nulla se non dal rispetto della Costituzione e degli impegni europei”.
Berlusconi ha inoltre affrontato il tema della giustizia: “Serve una riforma per porre fine a un uso politicizzato. Chiunque si metterà contro di noi con campagne denigratorie, dovrà fare i conti con noi sulla sua strada, chi nell’opposizione ama sfregiare il proprio Paese sappia che ci troverà come ostacolo insormontabile sula sua strada. Sempre e in ogni circostanza”.
“Il nostro governo comunque – ha chiosato il premier in chiusura – andrà avanti senza farsi condizionare da nulla se non dal rispetto della Costituzione e degli impegni europei. A chi ci chiede di fare un passo indietro rispondiamo chiaramente che mai come in questo momento sentiamo la responsabilità di non accondiscendere a questa richiesta. Non per preservare il potere, ma nella convinzione che questo governo non ha alternative credibili. Le istituzioni si difendono con serietà e responsabilità e non facendo perdere tempo al Paese”.

In mattinata è stato annunciato dal Consiglio dei ministri un nuovo ddl per il rendiconto del bilancio dello Stato su cui la Camera dovrà pronunciarsi venerdì. In Aula i Radicali eletti nel Pd hanno consumato un secondo strappo dopo l’assenza durante la mozione di sfiducia al ministro Romano. Stavolta, infatti, erano presenti per ascoltare il discorso di Berlusconi, formalmente “per rispetto del ruolo istituzionale del presidente del Consiglio ritenendo che chi si candida a governare dovrebbe fare altrettanto soprattutto in un Paese dove da sessant’anni – e oggi ancor di più – si violano costantemente i principi fondamentali dello Stato di Diritto”.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha informato infine che le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta sulla risoluzione della maggioranza inizieranno domani alle 11, mentre la chiamata per appello nominale comincerà alle 12.30.

 

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