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Nel 2014 più tagli fiscali che aumenti

tasse_pressione_fiscaleE’ positivo per 3,1 miliardi il saldo fiscale di cui hanno beneficiato gli italiani nel corso del 2014. Con una pressione fiscale al 43,3%, i tagli sono stati pari a 11,8 miliardi euro mentre gli aumenti d’imposta sono stati pari a 8,7 miliardi. “A far pendere l’ago della bilancia a favore dei contribuenti italiani – spiega la Cgia di Mestre – è stato il bonus fiscale introdotto nella primavera scorsa dal Governo Renzi. In linea di massima possiamo affermare che i maggiori benefici economici, come era giusto che fosse, sono andati ai redditi medio bassi, mentre quelli superiori non hanno ancora fruito di nessun sollievo fiscale”. Anche per il prossimo anno si prevede una saldo positivo. Nonostante per il 2015 siano previsti una serie di aumenti, a partire dalla tassazione sulle pensioni fino ad arrivare alle accise sui carburanti, la Cgia di Mestre prevede comunque più riduzioni che aumenti. Agli sgravi del 2014 si aggiungeranno infatti quello per i neo lavoratori assunti a tempo indeterminato e il taglio dell’Irap.

Riduzioni
Tra i principali sgravi fiscali che hanno contribuito a portare in positivo il saldo del 2014 troviamo (oltre al “bonus Irpef” del valore di 6,6 miliardi di euro destinato ai lavoratori dipendenti a basso reddito), il “bonus Letta” che ha incrementato le detrazioni Irpef per i dipendenti a basso reddito per un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro, ai quali si aggiunge il miliardo legato alla riduzione dell’aliquota sulla cedolare secca e il miliardo dell’eliminazione della maggiorazione della Tares. C’è poi la deduzione del 30 per cento dal reddito d’impresa dell’Imu applicata sugli immobili strumentali, che fa scendere il monte fiscale di altri 714 milioni di euro.

Aumenti
Al contrario, gli aumenti fiscali sono legati all’introduzione della Tasi, che ha comportato un aumento fiscale pari a 3,8 miliardi di euro; alla crescita, per un totale di 720 milioni di euro di gettito, della tassazione sulle rendite finanziarie. L’incremento dell’imposta di bollo sul dossier titoli ha contribuito ad innalzare il gettito di 627 miliardi di euro.

 

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